Gita by Napoli. part 1
PRIMO GIORNO
Partimmo martedi mattina verso le 6:00 dopo aver aspettato per qualche motivo sconosciuto il ritardo, non netto ma consistente, dell’autista che ci avrebbe accompagnato da un posto all’altro, soprattutto dalla Toscana, alla costa amalfitana. Entriamo sul pullman e ci disponiamo, stiamo larghi, ci erano più di 40 posti e noi non arrivavamo ad essere 20. Si cominciò dunque a viaggiare, un viaggio che poi si è dimostrato tranquillo, sereno e gradevole… inoltre, nessuno ha avuto nausea, forse proprio per la situazione speciale che ci ha tranquillizzati, facendo da anestetico. Durante il viaggio, dalla Toscana alla costa amalfitana, ripeto, ci siamo fermati ben tre volte, una di queste per un ora, per pranzare. Le altre due solo per fare bisogni e per prendere una boccata d’aria fresca. Una sopresa inaspettata ad un autogrill vicino a Roma, incontriammo De Sica, ci facciamo delle foto insieme a lui, ascoltiamo il suo accento, splendido, risaliamo sul pullman e continuiamo l’aperitivo di questo sogno ad occhi aperti. Arriviamo in Campania, la prima meta è il vesuvio. Lo risaliamo in compagnia di una guida, ma purtroppo parlava troppo in dialetto stretto, e noi non potevamo far altro che ridere perchè non capivamo niente. Verso le 17:00 ci rimettiamo in viaggio, questa volta per recarci all’hotel che ci avrebbe fatto da casa per due notti. Arrivammo, ci sistemiamo tutto, ci facciamo una doccia ed è già l’ora di cena, una cena che poi non è stata mangiata da nessuno… era veramente cattiva! Dopo “cena” facemmo un giro dell’hotel, poi un giro per la città, Castellammare di Stabia. Fantastica. Al rientro, erano circa le 23:00 tornammo in camera per decidere come passare la notte. Si scelse di fare conoscenza con i francesi ed americani che affollavano l’albergo. Per non dare fastidio ci accordammo in un inglese verametne maccheronico (tra tutti..) di andare sulla terrazza dell’albergo, quella che dovrebbe servire per prendere il sole, di giorno. Parliamo, tutti insieme, senza capire quasi niente. I francesi volevano insegniarci un ballo popolare da loro nelle disco, la/il (?) teknotic. Gli americani invece volevano parlare delle abitudini italiane e per quale motivo non hanno la pasta buona come qui in Italia, ironizzando. Un mio amico che sa parlare veramente molto bene l’inglese, ma che ha l’accento londinese, prende in giro gli americani per l’uso secondo lui improprio della lettera R nella pronuncia di alcune parole. Il primo giorno di gita finì cosi.
grazie a tutti della lettura, questo è solo il primo giorno di gita, ce ne sono altri due, per leggerli non dovrete far altro che ripassare di qui! a presto gente^^
